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Venerabile Felice Canelli Sacerdote, salesiano cooperatore

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San Severo, Foggia, 14 ottobre 1880 - 23 novembre 1977

Felice Canelli nacque a San Severo, in provincia di Foggia e diocesi di San Severo, il 14 ottobre 1880, da una famiglia molto povera. Entrò in Seminario a dodici anni e fu ordinato sacerdote il 6 giugno 1903. Nel 1905 conobbe i Salesiani di Don Bosco, appena arrivati nella sua diocesi: rimase sempre spiritualmente legato a loro, sia come Salesiano Cooperatore, sia come sacerdote vicino ai giovani, ai poveri e alle masse popolari. Nel 1927 venne nominato parroco di Croce Santa, nella periferia di San Severo: vi rimase come parroco fino alla morte, avvenuta il 23 novembre 1977 a novantasette anni, di cui settantacinque di sacerdozio. Il 22 maggio 2021 papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto sull’eroicità delle virtù di don Felice, i cui resti mortali riposano nella cripta della chiesa parrocchiale di Croce Santa a San Severo.



Felice Canelli nacque a San Severo, in provincia di Foggia, il 14 ottobre 1880 da Gabriele e da Teresa Marchitto; il 17 ottobre ricevette il Santo Battesimo e la Cresima nella Parrocchia Cattedrale. A sette anni rimase orfano di padre, per cui tutta la responsabilità della sua educazione e del suo sostentamento ricaddero sulla madre.
Aveva otto anni quando ricevette per la prima volta la Santa Eucaristia; a dodici anni, nell’ottobre del 1892, indossò l’abito sacro ed entrò in Seminario. Ricevette l’Ordinazione Sacerdotale da Sua Ecc.za Mons. Bonaventura Gargiulo, il 6 giugno 1903.
L’instancabile attività apostolica lo vide animatore di vita cristiana in ogni campo di apostolato. Sempre trovò nell’Opera Salesiana e in Don Bosco il suo modello ed il suo ideale sacerdotale, pieno di amore per Dio e di zelo dinamico per il mondo giovanile, per i ragazzi poveri ed abbandonati verso i quali si sentiva particolarmente attratto.
Nell’opera pastorale privilegiò la gioventù bisognosa, sia materialmente che spiritualmente. Mentre ricopriva l’incarico di Rettore della Chiesa di San Antonio Abate coinvolse e sensibilizzò gli ex oratoriani ed altri giovani ad interessarsi del mondo del lavoro, della giustizia sociale e della vita politica a difesa della fede e della Chiesa.
Don Felice fu sempre attento anche alla vita sociale: fu lui ad invitare don Romolo Murri e don Luigi Sturzo a tenere delle conferenze ai giovani e al popolo. Anticipando le istanze del Concilio Vaticano II, valorizzò l’apostolato dei laici per permeare di valori cristiani la società. A tale scopo fondò il Circolo “Don Bosco”, e fu l’animatore della Gioventù Femminile di Azione Cattolica, della Compagnia delle Dame e Damine della Carità, della Conferenza di San Vincenzo de’ Paoli e illuminato cofondatore del Partito Popolare.
Il suo zelo per la gloria di Dio troverà nuovi sbocchi quando sarà chiamato alla guida pastorale di una Parrocchia di periferia: Croce Santa. Era il 1° maggio 1927, e vi resterà come illuminato pastore, per oltre 50 anni, preoccupato soltanto della salvezza delle anime.
S. Ecc.za Mons De Santis, Vescovo della vicina Troia, che molto bene conosceva don Felice, così scriveva di lui: “Un turbine. Il suo fisico asciutto e segalino sembrava un concentrato di energia. Quando prendeva la parola con quella sua voce acuta e penetrante, vibrava da capo a piedi come se i pensieri che esprimeva sprizzassero da tutte le fibre della sua persona”.
Fu tenuto sempre in grande considerazione dai Vescovi che lo vollero collaboratore prezioso nei diversi uffici ed iniziative diocesane.
Verso la fine della vita, don Felice farà la sua confessione: “Ho rubato a don Bosco l’amore per i giovani; a San Francesco di Sales il desiderio della dolcezza; a San Francesco d’Assisi l’amore alla povertà”.
Nel 70° di sacerdozio fu pubblicata una raccolta di poesie in suo onore: “Rimase un segno…”: una testimonianza di stima e di omaggio da parte dell’Amministrazione Comunale.
Don Felice partì per la Casa del Padre la sera del 23 novembre 1977: aveva novantasette anni! Il suo corpo rimase per due giorni esposto alla venerazione dei fedeli che, numerosi, accorsero per venerare i suoi resti mortali. In attesa della resurrezione, ora riposa nella Cripta della sua Parrocchia di Croce Santa.
Nel 2000 Mons. Michele Seccia, rese noto a tutti i vescovi della Puglia il suo intento di voler aprire l’inchiesta diocesana per l’accertamento delle virtù eroiche di Don Felice Canelli.
Il 13 aprile 2006, Giovedì Santo, durante la Messa Crismale, ancora Mons. Seccia comunicava a tutti i fedeli di aver inoltrata alla Santa Sede la richiesta del “nulla osta” per poter iniziare il processo diocesano. Il decreto di approvazione arrivò il 22 giugno 2006.
Il 5 aprile del 2007, S. Ecc.za Mons. Lucio Angelo Renna nominò i membri del Tribunale per la causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio Don Felice Canelli. Il processo diocesano si svolse quindi presso la diocesi di San Severo dal 25 marzo 2009 al 30 novembre 2013.
Il 19 luglio 2019 fu consegnata presso la Congregazione delle Cause dei Santi la “Positio super virtutibus”. Il 29 settembre 2020, invece, i Consultori Teologi della Congregazione diedero parere positivo circa l’esercizio in grado eroico delle virtù cristiane da parte sua.
Il 22 maggio 2021, ricevendo in udienza il cardinal Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto con cui don Felice veniva dichiarato Venerabile.


Autore:
Suor Francesca Caggiano FMA, vicepostulatrice

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Aggiunto/modificato il 2021-05-22

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