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Venerabile Benigno Joly Benedettino

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Dgione, Francia, 22 agosto 1644 - 9 settembre 1694


Nacque a Digione, allora nella diocesi di Langres, il 22 ag. 1644 da una famiglia appartenente al mondo parlamentare di Borgogna. Ricevuta la tonsura a dodici anni, fu promosso canonico di S. Stefano di Digione il 13 lugl. 1657. Iniziò i suoi studi presso gli Orato-riani a Beaune, dimostrandosi già vero discepolo di Cristo. Educato quindi dai Gesuiti a Reims, decise di consacrarsi completamente a Dio (1660) e, dopo aver studiato nel collegio di Navarca a Parigi, fu ordinato sacerdote il 2 apr. 1672 e consegui la laurea in teologia alla Sorbona. Eserci­tarono su di lui grande influenza il seminario delle Missioni Estere, la Compagnia del S.mo Sacramento e dei Lazzaristi, depositari dello spirito di s. Vin­cenzo de' Paoli.
Ritornato a Digione nel 1672, fu per qualche tempo vicario dell'abate di S. Stefano e poi, fino agli ultimi giorni di vita, il grande apostolo della carità corporale e spirituale. Si consacrò ai poveri della città e dei dintorni insegnando loro la dot­trina cristiana, guidandoli nella vita sacramentale, istituendo per essi la Confraternita della Sacra Fa­miglia di Gesù e il laboratorio della Provvidenza.
Cappellano delle prigioni si occupò anche dei condannati a morte. Con la collaborazione della pia Anna Palliot fondò il « Buon Pastore » di Digione per la redenzione delle ragazze cadute. Per questa istituzione poté ottenere le « lettere patenti » di Luigi XIV soltanto nel 1687. Nell'ospe­dale, per sostituire le Suore Ospedaliere dello Spirito Santo, Ordine prossimo ad estinguersi, il Joly radunò alcune pie giovani (14 lugl. 1683) che chiamò « Religiose Ospedaliere di Nostra Signora della Carità », le quali presero l'abito il 6 genn. 1685; l'approvazione reale a questa istituzione fu però registrata dal parlamento soltanto il 23 marzo 1689. La Congregazione si occupa ancora oggi di cliniche e ospedali della diocesi di Digione.
Il venerabile Joly stabilì anche a Digione i Preti della Missione e le Figlie della carità di s. Vincenzo de' Paoli e istituì il primo piccolo seminano della città per i bambini poveri.
Questa immensa carità derivava da una profonda unione con Dio. Mortificato e umile il Joly insegnava alle anime la preghiera mentale ed era un confes­sore, anzi un direttore di coscienze, assiduo e apprezzato. Fu anche superiore, nella regione, delle Benedettine dell'abbazia di Pralon. In favore delle sue diverse opere, egli dispensava tutte le sue risorse, donando anche il proprio letto.
Spossato dall'intensa attività e dalla dedizione instancabile anche al servizio di malati contagiosi, il Joly morì in fama di santità, il 9 sett. 1694.
Tra le opere di spiritualità da lui lasciate si ricordano gli Exercices de piété pour employer saintement la journée, opera che ebbe numerose ristampe, e Pratiques chrétiennes dans les actions ordinaires de la vie. Si crede sia anche l'autore di Secret de l'oraison mentale. Si attribuiscono alla sua intercessione, ancora vivente, grazie straordi­narie, guarigioni e conversioni.
Il 5 sett. 1872, Pio IX firmò la commissione per l'introduzione della causa del venerabile servo di Dio. Il 26 genn. 1909, si tenne la Congrega­zione preparatoria sulle virtù; il 20 apr. quella generale e il 26 veniva pubblicato il decreto che ne dichiarava l'eroicità delle virtù, mettendo in rilievo specialmente la carità verso i poveri e la forza d'animo.


Autore:
Paul Viard


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2009-04-28

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