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Venerabile Emanuele Stablum Religioso

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Terzolas, Trento, 10 giugno 1895 - Roma, 16 marzo 1950

Emanuele Stablum nacque a Terzolas, in provincia di Trento, il 10 giugno 1895. Entrò quindicenne nella congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione, poco dopo la morte del fondatore Luigi Maria Monti (beatificato nel 2003): iniziò il noviziato a Cantù l’11 novembre 1911 ed emise la professione temporanea dei voti religiosi il 15 agosto 1913. Avviato agli studi teologici, venne però invitato dal Superiore generale a passare alla facoltà di Medicina, in vista dell’apertura di un nuovo ospedale della sua congregazione a Roma. Nel 1931, un anno dopo la laurea, s’inserì nella comunità e nell’attività sanitaria dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata (IDI) di Roma, che diresse per quindici anni. Fu anche Vicario generale della sua congregazione. Visse con carità la sua missione di medico, contribuendo anche a salvare, nel 1943-’44, un centinaio di rifugiati, dei quali più della metà erano ebrei. Colpito dal morbo di Hodgkins, morì il 16 marzo 1950 all’IDI, nella cui chiesa riposano, dal 16 marzo 2000, i suoi resti mortali. Il 24 aprile 2021 papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto con cui veniva dichiarato Venerabile.



Nacque a Terzolas, paese della Val di Sole (TN), il 10 giugno 1895 da genitori poveri, ricchi di virtù umane e cristiane. Aderì presto alla chiamata del Signore ed entrò tra i Figli dell'Immacolata Concezione nella comunità di Saronno (VA), ove dieci anni prima era morto il Fondatore, beato Luigi Maria Monti. Di Lui fu fedelissimo discepolo e studioso della vita. Si consacrò al Signore con i voti religiosi il 15 agosto 1913. Nel 1915 pervenne a Roma ove frequentò i corsi di filosofia in ordine al sacerdozio. Durante il primo anno del corso di teologia, fu invitato dal Superiore generale a passare alla facoltà di medicina, per cui s'iscrisse a "La Sapienza" di Roma. Passò, con vera sofferenza, alla nuova missione della sua vita che realizzò con spirito sacerdotale.
Laureatosi nel 1930 a Napoli, s'inserì l'anno dopo (primo medico della Congregazione) nell'attività sanitaria dell'Istituto Dermopatico dell'Immacolata di Roma, di cui fu direttore saggio e preparato per quindici anni. Realizzò in se stesso una felice simbiosi: fu religioso fedele alla sua consacrazione a Dio; fu medico attento a tutta la persona del paziente che curava con scienza e con amore; fu attivamente partecipe alla vita della sua Congregazione, di cui fu Vicario generale. La sua carità rifulse eroicamente nel 1943-44, quando aprì le porte dell'Istituto Dermopatico dell'Immacolata ai perseguitati dai nazisti. Salvò la vita ad un centinaio di rifugiati. Tra questi vi erano 52 ebrei, salvati dalla Shoah. Per questo atto eroico, compiuto a rischio della sua esistenza, lo Stato d'Israele gli ha donato l'onorificenza di "Giusto tra le Nazioni", alla memoria.
Nel 1945, per arricchire i medici di spirito apostolico, fu cofondatore dell'Associazione Medici Cattolici Italiani (AMCI).
La piena conformità alla volontà di Dio fu il fondamento della sua pace nella sofferenza, da lui ritenuta sommo valore. La sua santa morte avvenne il 16 marzo 1950 in Roma nell’IDI, da lui trasformato nello spirito e nelle strutture con un servizio evangelico lungimirante e diuturno.
Fu sepolto nel cimitero del Verano, da dove il 16 marzo 2000 i suoi resti mortali sono stati traslati, con solenne cerimonia, nella chiesa dell'Istituto Dermopatico dell'Immacolata, ove riposano in attesa che la Chiesa si proclami sulla santità della sua vita.
Il 24 aprile 2021, ricevendo in udienza il cardinal Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto con cui fratel Emanuele Stablum veniva dichiarato Venerabile.

PREGHIERA PER LA BEATIFICAZIONE

O Padre, fonte della vita,
ti ringraziamo per aver concesso al tuo servo
Emanuele Stablum,
religioso e medico a te consacrato
nel nome dell’Immacolata,
il dono di sanare il malato
nell'anima e nel corpo
e di essere pienamente obbediente
alla tua volontà
nella prova della malattia e nell'ora della morte.
Concedi a noi, o Padre, per sua intercessione,
di vivere nella fede l'amore verso gli infermi,
di godere sempre della salute fisica e spirituale
e di ottenere la grazia
che in particolare ti domandiamo.
Per Gesù Cristo nostro Signore.
Amen.


Fonte:
www.postulazionecausesanti.it

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Aggiunto/modificato il 2021-04-24

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